SABATO 28 GENNAIO, GENOVA: RETE A SINISTRA PARLA DI PROGRAMMI
Sabato ventotto gennaio, a partire dalle ore 10:50, si tiene a Genova – nel salone al primo piano del Palazzo della Commenda, per l’occasione scarsamente riscaldato ed ancor meno illuminato, sito sull’omonima piazza del centro storico – una assemblea della Rete a Sinistra dal titolo: “Genova che osa”.
Chi apre l’assise, lo svendolino Stefano Gaggero, precisa che quella odierna non sarà una giornata incentrata sui temi della coalizione e delle candidature: si lavorerà, invece, per mettere a punto un manifesto, in cinque punti, da proporre all’attenzione degli elettori.
Le tematiche su cui si svolgerà l'elaborazione sono: il recupero di spazi da destinare alla socialità; la messa a punto di un sistema di trasporto che permetta di diminuire sensibilmente il traffico privato, divenuto ormai insostenibile; rilancio dell’Ateneo cittadino attraverso la creazione di una cittadella universitaria; la concessione di un reddito minimo di autonomia cittadino; la costruzione di pratiche sociali di condivisione.
Al termine dell’introduzione, la parola passa ad alcuni ospiti che portano il proprio contributo ad un programma che hanno contribuito a scrivere: come precisa Agostino Petrillo, un sociologo urbano che prende la parola per primo, esso “non è un catalogo delle promesse irrealizzabili, ma un ventaglio di proposte realistiche che altrove hanno già trovato attuazione”.
In un quadro di sostanziale unanimità di pensiero, brilla – si fa per dire – l’intervento di Ivano Bosco, segretario generale della Camera del Lavoro di Genova, che sostiene la necessità di cedere su alcuni punti del programma per poter trovare un’intesa, la più larga possibile, per evitare che la città finisca in mano alla destra radicale.
Genova, 29 gennaio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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